Luoghi e Tradizioni

Cucina casalinga, specialità genovesi da Maria

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Vico Testadoro, nel centro storico di Genova.
Un pranzo veloce, profumi e sapori della tradizione genovese, bigliettini di ringraziamenti attaccati su muri e bancone, persone sconosciute tra loro sedute allo stesso tavolo.
Tutto molto ristretto nella Trattoria da Maria, tranne i piatti che sono ricchi in sostanza e memoria.

Sto parlando di una delle più celebri trattorie di Genova.
Prima nella classifica di Osterie d’Italia per rapporto qualità-prezzo.
Di qui è passata tanta gente, famosa e non.
Il Premio Nobel Dario Fo, Franca Rame, Giorgio Albertazzi, Michele Placido.
In tutti questi anni Maria Mantè ha sfamato studenti, lavoratori, intellettuali, coppiette innamorate e ubriaconi, turisti, pensionati.
A lei Le Monde, il più autorevole quotidiano di Francia, dedicò nel 2003 un reportage di una pagina e mezzo, affidandolo a una delle sue firme prestigiose: Michel Samson, inviato politico e corrispondente da Marsiglia.
Samson andò a Genova per raccontare la Superba, che rialzava la testa dopo gli anni bui del declino industriale, e varcò per caso la soglia del numero 15 di vico Testadoro.

«Quello che vidi – raccontò al Secolo XIX – fu qualcosa di fantastico. Lunghe tavolate con la gente che si accomodava una davanti all’ altra senza conoscersi, si salutava e cominciava a parlarsi. Tovaglie a quadri bianchi e rossi macchiate d’ogni colore eppure accoglienti, calde e familiari come le posate spaiate o i bicchiari diversi. Mi sedetti, ordinai. E scoprii di essere arrivato in paradiso».
(http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2008/10/08/ALsCe87B-addio_scia_maria.shtml)

L’osteria Da Maria esiste dal 4 maggio 1946.
Entrando dentro sembra che da allora non sia cambiato praticamente nulla.
Una piccola finestra sul passato dove i locali, il menù, e soprattutto l’atmosfera sono rimasti gli stessi di un’osteria di una volta.

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L’atmosfera si tocca e si palpa con mano, dalle tovaglie a quadretti rossi e bianchi (oggi di carta, un tempo di stoffa), alle pareti piastrellate, semplici, che ricordano tanto casa della mia bisnonna Rosa, il menù, scritto a mano e appeso a fianco del bancone, i mobiletti in legno.
I suoi piatti sono alla base della cucina genovese: trenette al pesto, pansotti al sugo di noci, torta pasqualina, minestrone, cima e così via. Giornata speciale è il venerdì, il giorno dello stoccafisso accomodato.
Infine il primo martedì del mese c’è la zuppa di pesce.


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Sono stata accompagnata in questo luogo da una persona che Genova la conosce, l’ama e sa fartela amare come fosse la tua città da sempre.
Aveva paura a portarmici, pensando fosse troppo “alla mano”.
Non immaginava che trovandomi li mi sarei sentita come a casa di Nonna, che in un attimo ti fa sedere a tavola e sa riempirti la pancia e il cuore.

Attraverso le sue parole ho capito quanto Maria Mantè fosse stata per tutti una nonna e continui ad esserlo anche dopo la sua perdita, nel 2008.
Una persona divenuta simbolo di un luogo, con quel senso di accoglienza, quel sorriso che ancora è presente nelle foto appese dietro al bancone.
Basta osservare i messaggi scritti da viaggiatori di mezzo pianeta attaccati sul frigo della trattoria, per capire quanto tutti l’abbiano amata e continuino a farlo, ogni giorno.

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La rivista Slow Food, nel 2004, così scrisse di Lei: “A scià Maria, oltre ai cinquant’anni di lavoro ai fornelli, è un’autentica istituzione cittadina: la semplicità del locale come della cucina, la tradizionalità delle preparazioni e il prezzo rendono questo luogo ormai unico.
I piatti di Maria parlano ancora con la cadenza di un tempo. Il vino da bere nel vecchio gotto, il piccolo bicchiere da osteria.”

Oggi la Trattoria da Maria è un monumento di Genova che chiunque dovrebbe conoscere, perché rispecchia ciò che Genova è stata e ciò che sempre sarà, portata avanti nella memoria di molti che l’hanno conosciuta e hanno tramandato di generazione in generazione questa piccola (eppure enorme) tradizione casalinga della cucina genovese.
Quella tradizione che rimane impressa nel cuore, nello stomaco e nei vestiti, pregni di quei profumi di cucina e di casa.

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5 Comments

  • Reply
    lisa
    31 marzo 2016 at 11:56

    Tu pensa che non la conoscevo, se torno a Genova ci vado sicuramente!
    Che voglia i raviei!!!

  • Reply
    cucinavitali
    19 luglio 2016 at 13:49

    Adoro questi posti ricchi di tradizione, sembra sempre di essere un po’ a casa!

  • Rispondi

    CONSIGLIA Torta di mais
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