Curiosità/ Luoghi e Tradizioni

La Bagna Càuda

Per chi ancora non lo sapesse o non lo avesse intuito dai miei post precedenti, sono una piemontese DOC, anche se emigrata in Liguria per questioni logistiche..;)
In una famiglia in cui la passione per la cucina e le tradizioni sono all’ordine del giorno e spiccano sempre come caratteristiche che si tramandano di generazione in generazione, non poteva mancare in questo periodo dell’anno una specialità della cucina piemontese, la Bagna Càuda.
La Bagna Càuda altro non è che una salsa calda (cauda in dialetto piemontese) a base di aglio, olio e acciughe.
E’ tradizione prepararla e gustarla in questo periodo dell’anno, proprio perché è il momento in cui si possono trovare i cardi gobbi di Nizza Monferrato e, anzi, una volta venivano usati solo quelli insieme ai topinambur e ai peperoni. Oggi si può utilizzare qualsiasi verdura cruda o cotta, secondo i gusti personali.

Non solo: la bagna cauda è un piatto tipico del periodo della vendemmia, in autunno e inverno, e pare venisse preparato proprio per combattere e vincere il gelo invernale.

Ci tengo a fare presente che, più che un piatto, è un rito conviviale, che prevede la condivisione del cibo da parte di tutti i commensali, che lo attingono tutti insieme in un unico tegame in terracotta posto al centro della tavola, dove al suo interno la Bagna Cauda rimane per l’appunto “calda” grazie ad una piccola candela che viene posta al di sotto, insieme ad un fornellino che mantiene il calore.

Ma non può esistere bagna cauda senza “l’accompagnamento”, che in genere consiste in tantissimo pane e litri, litri di vino rosso, dal Barbera, Nebbiolo, al Barbaresco.

Ora vediamo la preparazione:

Ingredienti per quattro persone

  • 1 testa d’aglio
  • 200g di acciughe sotto sale
  • olio
  • latte
  • verdure crude e cotte a piacere (cardi, topinambur, peperoni, sedani, finocchi, rape, foglie di verza, indivia, radicchio, rapanelli, cavolfiore bollito.)

Premetto che la ricetta originale prevedeva di friggere aglio e acciughe in abbondante olio. Oggi si tende ad alleggerirne il gusto con aggiunta di panna o latte, che noi assolutamente rifiutiamo proprio per mantenere viva la tradizione. Però, per alleggerire il gusto d’aglio molto forte, la mia nonna paterna ci ha insegnato a bollire l’aglio nel latte, quindi..

Pelate tutti gli spicchi d’aglio, metteteli in un  pentolino, copriteli di latte e portate ad ebollizione. Appena il latte sfrigola, spegnete il fuoco, colate immediatamente e tritate l’aglio finemente.
Private le acciughe del sale di conservazione passandole sotto l’acqua corrente, quindi diliscatele.
In un tegame di coccio versate le acciughe e aglio, unite l’olio fino a coprirli e fate cuocere a fuoco dolce per 30 minuti, mescolando sovente: la salsa dovrà sempre sobbollire e non friggere.

Preparate le verdure: mondate i cardi privandoli delle costole più dure e danneggiate; tagliate quelle più tenere a pezzetti, eliminando i filamenti fibrosi. A mano a mano che sono pronti, immergeteli in acqua acidulata con succo di limone affinché non anneriscano. Lo stesso vale per i topinambur raschiati e pelati. Lavate e pulite anche tutte le altre verdure, fatele a pezzetti e servitele in tavola così che tutti i commensali possano servirsene.

Quando la bagna cauda sarà pronta, portatela subito in tavola, adagiandola sopra un fornelletto acceso che la lascerà calda per tutto il pasto. Qui tutti i commensali potranno intingere le verdure a piacere e gustare il tutto con del pane casereccio e un bicchiere di vino rosso tipico delle zone piemontesi.
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bagna

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6 Comments

  • Reply
    Silva Avanzi Rigobello
    19 ottobre 2014 at 19:52

    Un’eccellenza rustica regionale che chi non ha mai assaggiato ha la fortuna di non sapere quello che si è perso!!

    • Reply
      maccaronireflex
      19 ottobre 2014 at 19:59

      Ti ringrazio Silvia per apprezzare questo piatto tradizionale e spesso malvisto per il suo sapore un po’ forte. Ma la tradizione è anche quel gusto in più che pochi possono capire, se non ci hanno avuto a che fare fin da piccoli. 😉

  • Reply
    lellat
    19 ottobre 2014 at 19:55

    E’ meraviglioso cercare di mantenere intatte le ricette della tradizione!!!!! Condivido piacevolmente la tua ravola. 🙂
    Ciao Lella

  • Reply
    Grembiule da cucina
    20 ottobre 2014 at 10:01

    Mamma che bella cena! E durante la vendemmia, alla sera si accendeva la stufa!

  • Reply
    capehorn
    2 maggio 2015 at 10:44

    Da astigiano D.O.C. finalmente una ricetta che mi fa riconciliare con il mondo.
    L’aglio bollito nel latte …. UN MITO !!!!!! Come la, nonna che to lo ha raccontato..
    Immagino che alla “fisca d’aij” hai tolto l’anima?!
    Non importa se é il 2 maggio … La mangerei anche adesso con delle belle fette di mela ranetta alla fine.

    Lo ammetto sono ingrassato ma … chissene … 😛

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    CONSIGLIA Plumcake al gelato
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