Luoghi e Tradizioni/ Secondi

Capunet Piemunteis

Dopo aver preparato lo sformatino di verza ripiena, oggi vi propongo un piatto tipico della cucina piemontese e simile alla precedente ricetta, preparato proprio per utilizzare gli avanzi di carne e verza. L’ho ulteriormente rivisitato per poter utilizzare gli ingredienti che avevo già pronti in tavola, ma la ricetta classica non cambia molto da quella che vi propongo io 🙂

I Capunet piemunteis, o involtini di verza sono tradizionalmente preparati con gli avanzi di carne del giorno prima, quindi possono essere definiti anche un “piatto del riciclo” o del non spreco.

L’etimologia del nome (Caponét, capônet, capunét, capunet, pes-coj, pess-còj o coj pin) non è nota: probabilmente significa “piccoli capponi” per la forma dei piccoli fagottini. Caponet è anche il nome comune dato ai fiori di zucchine sterili: uno dei tanti piatti poveri che sfruttavano anche l’apparentemente inutile, come i fiori che non danno frutto.
(http://www.turismotorino.org/public/file/caponet.pdf)

Ingredienti (per 4 involtini):

  • 4 foglie di verza
  • salsiccia (avanzata dal ripieno degli sformatini)
  • una confezione di carne trita
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio abbondante di parmigiano
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • 30g di pecorino toscano
  • alloro
  • rosmarino
  • cipolla
  • salsa di pomodoro
  • olio
  • sale
  • pepe

Seguite inizialmente lo stesso procedimento degli sformatini di verza: Sfogliate la verza; utilizzate solo le foglie più piccole e più tenere. Calcolatene una a commensale. Sbollentatele in acqua bollente, cinque minuti. Mettetele ad asciugare capovolte, su un tagliere o un canovaccio.

IMG_8115Intanto, in una padella mettete un filo d’olio, rosolate mezza cipolla, un rametto di rosmarino e due foglie di alloro. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungete la salsiccia spellata e la carne trita.
Rosolatela qualche minuto, bagnandola con mezzo bicchiere di vino.

Lasciate che il tutto si asciughi a fiamma medio alta, poi mettete la salsiccia a raffreddare in una terrina. Quando sarà a temperatura ambiente, versateci un uovo intero, il parmigiano grattugiato, pepe, sale, e pangrattato.IMG_8132

Amalgamate bene tutti gli ingredienti.

Ora preparate gli involtini: Disponete al centro della foglia di verza due cucchiai di composto, due pezzetti di pecorino toscano e chiudete l’involtino “a pacchettino”, aiutandovi con uno stuzzicadenti o, come ho fatto io, con lo spago.

Adagiate ora gli involtini in padella, con un po’ d’olio e la cipolla tritata. IMG_8134

Fate cuocere qualche minuto, quindi aggiungete la salsa di pomodoro per concludere.

Servite, ricordando di togliere lo spago o lo stuzzicadenti.

involtino

Come potete vedere, la ricetta non è molto diversa da quella degli sformatini di verza, però questa ha due tipi di carne e viene cotta in modo diverso. Lascio a voi la scelta del piatto, intanto io, dopo aver provato entrambi, mi sono gustata dei piatti buonissimi!!! 😉

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5 Comments

  • Reply
    marilenainthekitchen
    7 aprile 2014 at 16:32

    si, si lo conosco ed è davvero buono:-) Ma tu sei qui intorno? Io sono a Cantalupa, vicino Pinerolo e tu?

    • Reply
      maccaronireflex
      7 aprile 2014 at 18:33

      Oh, una compaesana! Io sono della provincia di Alessandria però! I capunet li ha sempre fatti mia nonna materna, una squisitezza! Le ho fatto assaggiare i miei e ho ricevuto un ottimo voto, per cui mi sento soddisfatta 😀

      • Reply
        marilenainthekitchen
        7 aprile 2014 at 19:14

        beh FCara Francy lo sono solo di adozione; ho frequentato a Torino L’università, ma sono nata e cresciuta in Puglia per i miei primi 20 anni…. ora sono di più gli anni che sono qui… ma apprezzo molto la cucina piemontese, e sono certa che quel voto l’avrai sicuramente meritato! Ti abbraccioxxx

  • Reply
    acasadisimi
    7 aprile 2014 at 18:11

    ciao! io adoro le ricette regionali! noi italiani ne abbiamo talmente tante di buone! complimenti ! io faccio spesso piatti della mia regione e devo dire che una di queste è stata pubblicata nei siti turistici della stessa….devo dire che non ho mai avuto la fortuna di assaggiare la cucina piemontese, la tua ricetta sarà da spunto per iniziare! grazie!

    • Reply
      maccaronireflex
      7 aprile 2014 at 18:34

      La cucina piemontese spesso ha sapori che non tutti sanno apprezzare, come il forte gusto d’aglio della bagna cauda, o dello stufato d’asino imbevuto nel vino rosso! Ma credo che provare non costi nulla, il palato come ad ogni gusto nuovo deve abituarsi. Per cui prova ad assaggiare qualcosa, poi fammi sapere!

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