Dolci

I Farciò di Carnevale

I Farciò altro non sono che le frittelle in dialetto piemontese, molto leggere nonostante la frittura, vuote al loro interno e ricoperte di zucchero semolato.
Nel periodo di Carnevale, è tradizione a casa mia, come in molte altre case degli italiani, preparare le frittelle. C’è chi le fa semplici, chi con il cioccolato, con la crema, con le mele.. da Nord a Sud ognuno ha il suo tipo di frittella, zeppola, graffa, con patate nell’impasto o semplici come le nostre.
La preparazione è la stessa della pasta choux, quella per i bignè:

Ingredienti

  • 1 bicchiere d’acqua
  • 150g di farina
  • 3 uova
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 50 grammi di burro
  • scorza di limone

Portate a bollore l’acqua con lo zucchero ed il burro.
Togliete dal fuoco e gettate la farina, per poi mescolare.
A freddo aggiungete le uova, una alla volta.
Aromatizzate con il limone.
Friggere in abbondante olio bollente (attenti a non scottarvi!!) mettendo l’impasto a piccoli cucchiaini, in modo da creare delle palline che appena pronte potrete mettere in una scodella piena di zucchero, passarle e lasciarle asciugare.

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Vengono buonissime, leggere, soffici e per nulla unte!
Sono ottime ancora calde, io adoravo da piccola assaggiarle non appena la mamma finiva di prepararle e le rigirava nello zucchero.. una delizia.

Per accompagnare la preparazione, consiglio una canzone che in molti conoscerete, del grandissimo Lucio Dalla: Balla Balla Ballerino. (lascio qui sotto il link)

E in questi giorni di festa, non mancano nelle città e nei paesini di tutta Italia le sfilate dei carri e delle maschere di Carnevale.
Approfitto di questo piccolo spazio per aggiungere una foto che,secondo me, rappresenta l’allegria e la spensieratezza che contraddistingue questi giorni, e che si può vedere negli occhi dei più piccoli… Ed anche in alcuni adulti, che nell’animo resteranno sempre dei bambini. 🙂

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Sperando di avervi fatto compagnia con le mie parole, nonché di avervi dato buoni consigli, vi auguro una buona serata e vi ringrazio per l’attenzione.
A presto!

Un abbraccio

Francy

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5 Comments

  • Reply
    Pier Carlo Luzi
    12 febbraio 2013 at 20:57

    Una ricetta del Piemonte più sincero e contadino, dal sapore forte e persistente…mi permetto di consigliare un vino adatto a pulire bene il palato e a dare ancora più gusto ad un dolce squisito di suo: io ci stapperei un Barbera Superiore della Cantina di Vinchio-Vaglio Serra, da degustare con calma e…sentimento!
    Saluti a tutti da Pier Carlo.

    • Reply
      francygu
      12 febbraio 2013 at 21:23

      Ti ringrazio per l’ottimo consiglio! Spero potrai commentare i prossimi articoli che pubblicherò, continuando a consigliarmi altri vini da poter abbinare ai miei piatti! A presto!

  • Reply
    Pier Carlo Luzi
    12 febbraio 2013 at 22:00

    La figura carnevalesca che hai fotografato mi ha fatto tornare alla mente un poesia di Ugo Betti, drammaturgo e poeta che ha pubblicato soprattutto fra la prima e la seconda guerra mondiale…quasi un secolo fa!! Però mi sembra assai pertinente…buona lettura a tutti…

    Ed ecco il flauto si mette a suonare.
    Allora un pagliaccio rosso ?
    coperto di campanellini
    esce a ballare con lazzi ed inchini!
    E tenta una capriola…
    Fa finta di farsi male…
    Ride…
    Si drizza con un salto mortale!
    Poi si arrampica, come fa il gatto
    per acchiappare i pipistrelli!
    E poi fa finta di ruzzolare,
    perché ridano tutti quanti.

  • Reply
    Sayuri
    13 febbraio 2013 at 19:40

    che belle! ho provato a fare delle frittelle come queste ma ho fatto fiasco… =(

    • Reply
      francygu
      13 febbraio 2013 at 20:13

      Se vuoi prova con la mia ricetta, poi fammi sapere se ce l’hai fatta! 😀

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    CONSIGLIA Torta di mais
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